Hai mai pensato che la spiritualità abbia i suoi sensi ed i suoi canali percettivi, esattamente come i sensi ordinari? Io credo di sì. Con questo articolo puoi capirlo e capire come questo ti possa servire per lo sviluppo interiore ed in generale la tua crescita personale.
Ti farò un paragone tra i sensi tradizionali ed i sensi spirituali. Dopodiché cercherò di comunicarti come le considerazioni che valgono per i primi vaglono anche per i secondi. Infine, individuando degli errori comuni, comunicherò come superarli per aver una percezione spirituale più dettagliata e completa, ed applicare questa migliore percezione per migliorare la tua vita in generale (e non solo spirituale).
Si comincia…
Immagina per un momento la visione: il cervello svolge un’attività complessa ed affascinante. Le immagini sono percepite in due dimensioni dai singoli occhi, come dei disegni. L’attività combinata dei due occhi e del cervello rende la visione tridimensionale: in frazioni di secondo sono computate le distanze, la profondità degli oggetti è determinata con l’ausilio delle ombre e delle comparazioni tra l’idea del dato oggetto e la sua dimensione (per cui un’automobile, di cui conosciamo la dimensione approssimativa, la vediamo come lontana, dato che la vediamo piccola rispetto alla sua solita grandezza). La visione finale e così elaborata é una visione più ricca di particolari di quella a due dimensioni, potremmo dire che sia una visione migliore, più utile e più fedele della realtà.
La percezione che riceviamo dall’azione combinata dei nostri sensi é ancora più complessa ed utile. Se sei a cena con amici, l’impressione che ottieni grazie alla vista, all’udito ed al gusto é estremamente più ricca di quella che avresi ottenuto se avessi potuto solo vedere o solamente gustare.
La percezione spirituale funziona in modo analogo. Come umani, avremmo la possibilità di accedere ad una vasta serie di percezioni. Purtroppo, però, moltissimi di noi sono abituati a sfruttare una porzione misera dei sensi spirituali, escludendo radicalmente gli altri sensi, oppure screditando le informazioni che tali sensi offrono. Questo ottundimento delle percezioni spirituali crea necessariamente disguidi e problemi. Concretamente, questi problemi possono consistere in: depressione, solitudine, mancanza di scopi e pessimismo, tra gli altri. Molti si adeguano a questa situazione e, semplicemente, accettano di dovere fare a meno di questi “sensi spirituali”; ma ciò significa imporsi un handicap molto significativo.
Quindi, così come i sensi tradizionali ci aiutano a percepire delle frazioni od aspetti della realtà, i sensi spirituali ci sono utili per comprendere aspetti o parti del mondo spirituale. I sensi spirituali danno accesso ad elementi di tale mondo che potrebbero esserci molto utili nella vita pratica e nel risveglio spirituale. Alcune delle percezioni, al contrario, potrebbero non servire per accrescere il discernimento spirituale. Sicuramente, quanti più “dati spirituali” si percepiscono, tanto più il risveglio spirituale sarà rilevante e rapido, diventando più fedele alla realtà.
I sensi spirituali – o, più in generale, gli strumenti di percezione spirituale- includono, ma la lista é incompleta per forza:
- Punti di vista in seconda e terza persona;
- Punto di vista soggettivo (per cui la propria consapevolezza é tutto) e punto di vista oggettivo (per cui il mondo esterno é tutto ciò che esiste);
- Intuizioni ed istinti;
- Sentimenti ed emozioni;
- Logica e razionalità (anche se sembrerebbero antitetiche alla spiritualità);
- Sogni e visioni;
- Credo religioso o filosofico (Induismo, Islamismo, Cattolicesimo…);
- Credo sociale, economico, politico e culturale (stereotipi, divisione dei ruoli tra i sessi, cittadinanza…);
- Convinzioni funzionali (come vestirsi, come guadagnarsi da vivere, il ruolo del denaro);
- Convinzioni intime (valori, aspettative, traguardi).
Capisco che può esservi un poco di confusione, di seguito un ulteriore esempio per chiarire:
Immagina di stare cucinando la cena. I tuoi occhi vedono gli ingredienti, il tuo udito può suggerirti che l’acqua per la pasta stia bollendo, il gusto può portarti ad aumentare il sale nel piatto, l’olfatto potrebbe avvertirti che qualcosa sta bruciando… Se volessi, potresti cucinare la cena affidandoti completamente a due dei sensi descritti. Ma l’esperienza sarebbe faticosa, e forse i risultati sarebbero scadenti.
Analogamente, quando ti poni le grandi domande dell’evoluzione spirituale, come “Chi sono?” o “Quale é lo scopo della mia vita?” puoi sia consultare l’intera gamma di canali sensoriali spirituali, tra cui quelli indicati sopra, o limitarti ad uno o più di quei “sensi spirituali”. Se ti limiti molto nella scelta di questi canali, rendi le cose estremamente difficili e rischi di raggiungere risultati deludenti. Come se decidessi di cucinare bendato e con il naso tappato. Questo succede quando si afferma, o si pensa: “considererò solo questo tipo di informazioni perché é coerente con quello che credo, che é l’unica verità”.
Filtri percettivi
I nostri sensi e le nostre percezioni ci forniscono una visione della realtà, non la realtà stessa. Ci danno informazioni lavorate dal cervello, come descrivevo all’inizio. Quando vediamo non percepiamo particelle (od onde?) di luce, così come, quando sentiamo, non sentiamo le compressioni dell’aria che le onde sonore creano. Vediamo una fotografia e sentiamo una canzone. Ogniqualvolta i nostri sensi percepiscono qualcosa, a causa dell’elaborazione dei nostri sensi e del nostro cervello, una grande quantità di “dati allo stato grezzo” é perduta.
I nostri ideali, le nostre credenze (spesso autolimitanti) si comportano alla stessa maniera. Prendono aspetti della realtà, li elaborano e modificano, e li presentano alla nostra attenzione, peraltro con un ritardo rispetto al momento in cui hanno luogo.
Ad esempio: supponi di volere percepire entità incorporee. Cosa riuscirai a percepire? Se sei cattolico, percepirai eventualmente degli angeli e santi, dopo continue ed insistenti preghiere. Se credi nello sciamanesimo degli indiani d’America, ti impegnerai in un’avventura sciamanica per contattare spiriti della natura o degli animali. Se sei ateo o super-scettico, non proverai a vedere niente, o, provandoci, non vedrai alcunché, od al massimo qualcosa di estremamente confuso. Se credi nello spiritismo e nei medium, forse arriverai a dialogare con uno spirito di un deceduto. In “realtà” nessuna di quelle entità era presente. La vera realtà ci é inaccessibile, quello di cui dobbiamo accontentarci nella forma umana, per quanto ad un’elevato stadio di sviluppo e comprensione, é una versione compressa e manipolata di ciò che esiste.
Se, però, utilizzi tutti i sensi spirituali a tua disposizione puoi ottenere diversi frammenti di informazione sulla realtà (tangibile e spirituale) ed avere, nel complesso, una visione più estesa e fedele di tutto.
Ogni sistema di credenze e convinzioni fornisce un insieme di strumenti per percepire ed interpretare la realtà.
Quindi conviene utilizzare i diversi strumenti di percezione che i diversi sensi spirituali forniscono. Così come possiamo aumentare le capacità dei nostri sensi con strumenti tecnologici come occhiali, binocoli e leve, analogamente possiamo incrementare le funzioni dei nostri sensi spirituali.
Considerare di esplorare credenze diverse e prospettive sconosciute ci permette di creare dei nuovi filtri percettivi da aggiungere al nostro bagaglio di strumenti di conoscenza. Questi nuovi strumenti hanno pur sempre la caratteristica di processare la realtà, come tutti gli altri; ma interverranno sulla realtà in un modo nuovo rispetto a quello proprio dei precedenti filtri, permettendoci di assumere nuove informazioni, fornendo nuovi motivi. Analogamente a come i notri occhi ed un microscopio ci farebbero vedere lo stesso oggetto, solo che il microscopio ci consentirebbe di vedere piccole crepe sulla superfice che sarebbero invisibili ad occhio nudo.
La spiritualità nel suo insieme potrebbe essere totalmente inavvertita da un filtro percettivo (sistema di credenze); adottando altri 5-6 sistemi di credenze, invece, molti più dati ed idee sarebbero offerte alla nostra analisi e considerazione.
Errore di identità o credenzeidentità
Uno dei più grandi errori che facciamo e che limitano la nostra capacità percettiva spirituale é quello di confondere la nostra identità con le nostre credenze.
Questa cosa riduce la nostra consapevolezza, concentrandola solo su una limitata frazione degli stimoli esterni, fornendoci una visione superficiale ed incompleta, e distruggendo le nostre possibilità di una percezione accurata e profonda della realtà spirituale.
Se dico, per esempio: “sono ateo”, sto creando un filtro attraverso il quale tutte le informazioni e gli stimuli devono passare. Ogni stimolo od informazione non coerente con tale filtro é bloccata, e non ha chances di arrivare alla mia attenzione, limitando la mia percezione della realtà. Quindi, attento! Se conosci l’esistenza di certe credenze, bene; ciò non vuol dire che devi diventare queste credenze.
Nessuna credenza da sola, per quanto profonda ed importante, ti può dare un quadro adeguato e fedele della realtà, esattamente come non é possibile, per uno solo dei tuoi sensi, di darti un’informazione completa di come é costituito l’ambiente circostante. La somma di tutte le informazioni ti fornisce una grande ricchezza, quante più fonti di informazione riesci ad integrare nella tua comprensione delle cose, tanto più a fondo capirai la realtà e tanto più potrai adattarti ad essa senza confusione o frustrazione innecessarie.
Ognuno dei tuoi sensi ha le sue forze e le sue debolezze, ciascuno ha il suo campo d’azione. Impara a riconoscere, rispettare ed onorare ogni canale di informazione spirituale verso di te, così come hai imparato a fidarti dei tuoi sensi. Non puoi mai sapere se e quando uno di questi canali che di solito non coltivi ti porterà delle informazioni importanti.
Nello scrivere gli articoli di questo sito io ho considerato principalmente le informazioni e le idee acquisite attraverso i “sensi spirituali”. Per scrivere numerosi artioli sulla Legge di Attrazione, e per convincere i lettori della sua fondatezza ed efficacia, mi é stato necessario utilizzare alcuni “sensi spirituali” ed esaltare le mie credenze nel “soprannaturale” , e lo ho dovuto fare anche per contrastare il paradigma sociale dominante per cui questa materia é relegata nell’ambito della fantasia e della superstizione. Però so che esistono altre credenze ed altri filtri attraverso cui si percepisce la realtà e si interagisce con essa, e riconosco che anche queste credenze hanno un ruolo importante nella vita delle persone, ed alcune di queste credenze le ho anche fatte mie nello scrivere altri articoli.
Vi è un articolo che dubita dell’ utilità delle religioni istituzionali per intraprendere un cammino spirituale di successo; leggendo tale articolo si potrebbe concludere che la mia credenza dominante sia l’ateismo. Altri articoli come quello sul ridimensionamento dei problemi potrebbe far concludere che sono un fricchettone “new age”; altri articoli ancora potrebbero portare a qualificarmi come chissà chi, o come pazzo. Questa apparente incerenza deriva dal fatto che io conosco certi approcci nell’analisi della realtà, e riconosco anche il valore di ciascuno di questi approcci, ma non mi identifico con nessuno di questi.
Immaginati che la tua mente e la tua consapevolezza siano come un computer. Un computer può e dovrebbe avere molti programmi installati, così da consentire all’utilizzatore di scegliere quale programma avviare per raggiungere specifiche finalità. Un computer non ti impedirebbe di installare dversi programmi. Non ti direbbe: “sono un grafico perché ho i migliori programmi di grafica, non ti consento di usare un elaboratore di testo.” Alcuni umani, però, si comportano proprio in questo assurdo modo appena ipotizzato, dicendo: “sono ateo, quello che dici non mi interessa ed é sicuramente sbagliato.” Nei casi estremi, gli umani sono capaci anche di morire per difendere questa loro identitàcredenza e tale atto, forse considerato nobile da alcuni, é un atto proprio di chi si infligge una deficienza sensoriale spirituale.
Cerca di evitare l’ errore di trasformare un filtro per l’analisi della realtà nella tua identità. Non comportarti come se stabilissi di chiudere le tue orecchie e tapparti il naso perché l’udito e l’olfatto sono sensi inferiori alla vista e non meritano di esistere se c’é questa. Certo, per ottenere informazioni di carattere visivo le orecchie ed il naso sono inservibili, e sicuramente inferiori agli occhi; ma, in certi casi, ti saranno molto più utili di questi ultimi.
Uno dei modi più intelligenti ed efficienti per il risveglio spirituale é quello di disinstallare le credenzeidentità che ti sono state affibbiate da terzi o dalla società, o che hai per sbaglio assunto, che hanno fortemente limitato la tua evoluzione.
Allora? I vantaggi quali sono?
Quanto più sviluppi ed utilizzi i tuoi sensi fisici, tanto meglio percepisci ciò che l’ambiente offre. A volte, le informazioni che ti giungono attraverso un senso che non usi di frequente possono essere estremamente rilevanti. Potresti non usare e non fare tanto affidamento sul tuo olfatto, ma sarai estremamente grato al tuo naso se ti consente di avvertire una perdita di gas che non puoi vedere, toccare o sentire.
Analogamente, potrebbe succedere che informazioni importanti stiano spingendo per giungerti attraverso canali ai quali di solito non fai caso, come i tuoi istinti o le tue capacità psiciche. La tua conoscenza della realtà sarà tanto più invalidata quanto più l’accesso di informazioni e dati che provengono in maniere insolite sarà bloccato.
Grazie
Foto di Kevin Dooley ed Evan