Spiritualità

4 Modi per crescere e diventare più efficiente ripulendo casa

oggetti e legge di attrazione
Ordine!
Scritto da Alexander

Ti sei mai domandato se tutti gli oggetti di cui ti circondi hanno un ruolo nel renderti migliore come persona? Se si, quale? Non credi che potresti crescere e diventare più efficiente, nonchè avere nuove prospettive sulla tua vita se ti prendessi qualche ora per passare in rassegna tutte le cose che hai messo da parte per poi selezionarne la maggioranza e liberarti dagli oggetti inutili?

Faresti un po’ di sano decluttering. Ma lascia che ti spieghi:

Una delle sfide nel fare la vita seminomade che faccio ormai da anni è quella di dovermi per forza soffermare a valutare il senso che la permanenza  degli oggetti nella vita ha. Con le regole stringenti sulle dimensioni dei bagagli, non posso più permettermi, come un tempo, di portare ottanta magliette, per non parlare dei libri e degli oggetti di arredamento. Con il tempo ho imparato anche ad apprezzare questo limite, perchè mi costringe ad una quantomai salutare cernita degli oggetti.

[Tweet “Viaggiare leggeri, come ogni motociclista deve sapere è un privilegio, più che un ostacolo. “]

Ma che c’entra con il ripulire casa? Un po’di pazienza, capirai e ti immedesimerai:

Sempre più spesso, prima di partire, entro in una modalità “amarcord” mentre seleziono i vestiti e gli oggetti da portare. Mi rendo conto  -ma penso che sia una caratteristica valida per molti- di essere letteralmente ingolfato di oggetti (non solo vestiti) che ormai non uso più. Cose la cui unica funzione è di occupare spazio…. spazio fisico, ma anche spazio mentale-emozionale.

oggetti e legge di attrazione

Ordine!

Una determinata cosa ci può infatti ricordare di quel periodo in cui avevamo quel certo hobby, o, se si tratta di un regalo, ci porta a pensare a quella persona amata che ce lo aveva gentilmente donato, per poi scomparire. Ecco che prendendo in mano un vecchio oggetto si apre nella mente una tempesta di ricordi di eventi e di emozioni. Ci si può trovare per interi minuti con delle cose in mano, a pensare… con tristezza, con contentezza o con semplice stupore nel comprendere quanto periodi così intensi siano stati seppelliti dal fluire degli avvenimenti – e dagli oggetti successivi.

Ma perchè conserviamo cose?

  • Alcuni oggetti li conserviamo perchè “non si sa mai, potrebbero servire”. Questa prospettiva è spesso fallace. Sarebbe meglio semplificare la propria vita, lasciare sgombro il proprio spazio – sia fisico che emozionale – per quello che veramente conta o, almeno, per quello che viene a noi ed attraiamo nell’apparente trascorrere del tempo. Semmai si creerà quel cataclisma mondiale in cui quell’oggetto ci avrebbe salvato, avremo un motivo in più per far funzionare il cervello e connetterci con gli altri per risolvere il problema senza quell’oggetto.
  • Altri oggetti li conserviamo perchè ci ricordano eventi che crediamo parte di noi, o perchè “mantengono in piedi” avvenimenti che vorremmo rivivere, ma ci illudiamo di poter rivivere conservando l’oggetto relativo. Trasformiamo l’oggetto in una specie di amuleto per tornare indietro nel tempo quando ne avremo bisogno.
  • Altri oggetti ancora li usiamo ed abbandoniamo all’oblio senza troppo pensarci.

Sia gli oggetti conservati dal passato, sia quelli stipati per il futuro, faremmo meglio a venderli o regalarli.

Un’altra persona li apprezzerebbe più di noi, con un incremento complessivo dell’efficienza e dell’energia del sistema umanità. Meglio ancora, la nostra quasispazzatura potrebbe aiutare un bisognoso. Invece l’ego si è aggrappato a quegli oggetti, permettendo loro di plasmare la sua identità. Non parlo di egoismo, attenzione -anche se in certi casi si tratta anche di egoismo- parlo dell’ego, della mente come contrapposta allo spirito. Essa, nel suo costante bisogno di individuarsi e di giudicarsi afferma : “ecco, io sono anche la mia collezione di riviste, il mio vecchio computer e le mie vecchie borse”. Piuttosto che credere:

“sono pronto a ridefinire costantemente quello che voglio, quello che mi piace e quello che cerco, in base a quello che la vita mi presenta; perchè sono un’anima in continua espansione ed evoluzione”.

Questo è un’ altro danno del consumismo: dobbiamo avere, dobbiamo consumare, dobbiamo sempre possedere gli ultimi modelli, senza i quali siamo incompleti, senza i quali siamo destinati alla paura che i media ci inculcano. Ed intanto accumuliamo quella che presto sarà spazzatura, per il nostro ecosistema interno e per l’ambiente.

Poichè uno dei pilastri di questo sito è sconfiggere la crisi stimolando la forza interiore dei lettori, devo scrivere quanto sia sciocco parlare di “crisi” solo perchè gli italiani non possono più permettersi di cambiare l’auto ogni anno, oppure di comprare montagne di oggetti inutili – perchè spesso è di questo che si tratta ad ascoltare i media. Scoprire che non si è “in crisi” se non si hanno cose potrebbe essere molto salutare.

Comunque il messaggio centrale dell’ articolo non è un’ invettiva contro il consumismo. Il messaggio centrale è che gli oggetti, troppo spesso, rappresentano una parte di noi che sarebbe bene lasciare andare -per quanto riguarda quelli che ci legano al passato. Gli oggetti conservati per un’eventualità futura, invece, sono espressione di una paura che, come tutte le paure, frustra le possibilità di sviluppo e di conoscenza. Solo così possiamo fare spazio – ripeto: materiale ed emozionale– al nuovo, al flusso che l’abbondanza dell’Universo spinge verso di noi.

[Tweet “Gli oggetti spesso sono un corredo, un fardello che ci sentiamo obbligati a conservare “]

Un’esperienza liberatoria recente che ho avuto, potresti averne una analoga:

Poco fa ho regalato ad uno sconosciuto una pila alta circa un metro, costituita di appunti e compiti che svolsi durante i miei lunghi studi per il concorso notarile. Decine e decine di compiti, per completare ognuno dei quali avevo impiegato tra le 5 e le nove ore, e tutti gli appunti delle varie lezioni che seguii lungo il percorso. Tutti questi documenti erano rimasti in quattro scatoloni per tre anni. Non me ne ero disfatto prima perchè per me avevano un valore emozionale enorme: rappresentavano una parte essenziale di anni della mia vita, racchiudeano delle speranze che avevo avuto, ed erano semplicemente troppo importanti, tanto che ero certo che in futuro ne avrei potuto trovare un utilizzo. La verità è che rappresentavano il passato, erano un àncora ad un me che non esiste più e non esisterà più, e mi sono sentito più leggero dopo averli fatti scomparire. Senza contare la gratitudine ricevuta da chi li utilizzerà proficuamente in futuro; ho anche pregato questa persona di darli, quando sarà il tempo, a qualcun altro. L’idea di aiutare tre o quattro perfetti sconosciuti a raggiungere i loro traguardi vale molto per me. Ovviamente ci è voluto tempo per arrivare alla “maturità” per realizzare che quei fogli erano materiale inutile, se non dannoso per il mio sviluppo.

Ti consiglio, quindi, di non procrastinare più quella pulizia della cantina, o del ripostiglio.

Sarà una vera e propria meditazione, utile sotto vari aspetti:

1.Innanzitutto eserciterai la non procrastinazione, che è fondamentale nel miglioramento personale. E finalmente farai quel servizio che attende di essere fatto chissà da quanto, scoprendo il semplice piacere di fare quello che ci si propone di fare e per una variopinta sequela di motivi sempre nuovi si rimanda (ti potrebbe interessare l’articolo sulle “to-do list” se hai problemi con l’essere efficiente).

2.Dopodichè, passerai qualche ora a contemplare eventi e momenti della tua vita. Magari sorriderai nel pensare che un tempo ti piacevano certe cose… O avrai un brivido di soddisfazione pensando a quanto eri diventato bravo in uno sport…

3.Se alcuni ricordi saranno spiacevoli, ti assicuro che soffrirai per l’ultima volta: il dolore se ne andrà con l’oggetto che te lo ricorda. Credici: la sola presenza di quell’energia sotto forma di cosa ha un ruolo importante nel non farti dimenticare l’esperienza che, invece, vorresti e dovresti dimenticare.

Se proprio non ce la fai a cancellare il ricordo al 100%, potresti fare una foto dell’oggetto… ma sei proprio sicuro che investire il tempo nel fare la foto e catalogarla sia ben investito?

4.Per finire: Avrai una ulteriore prova- qualora non lo avessi già capito- di come gli oggetti siano molto, ma molto meno importanti per raggiungere e mantenere la felicità. Gli amici, l’amore e le esperienze significative lo sono molto di più… ed il minimalismo aiuta a procurarsele. O preferisci avere le pellicce di Mr. Burns dei simpson o di Crudelia Demon?

Foto di Vadim

A presto.

Inserisci i dati e ricevi l'ebook GRATUITO ed i contenuti esclusivi!
I agree to have my personal information transfered to MailChimp ( more information )
Unisciti agli oltre 2000 lettori abituali ed affezionati del sito
Ti assicuro che la tua email sarà custodita correttamente. Non sarà ceduta a nessuno e nessun abuso sarà perpetrato. Potrai disiscriverti sempre.