Crescita personale Relazioni

Ragione e Emozione…

Scritto da Alexander

Ragione e Emozione non sono, in realtà, separati ed opposti. La Ragione è costruita sulle Emozioni, e dipende da queste ultime. L’Emozione attribuisce i valori alle cose, e la Ragione effettua le scelte sulla base di queste valutazioni. La mente umana può permettersi di essere pragmatica solo perché, in fondo, è romantica.

E la mente, od il Sé, che tanto bisogna tenere a bada secondo alcuni filoni spirituali, in realtà non è una cosa sola e monolitica. La Mente è un esterrefacente grappolo di processi complicati. Non esiste un capitano inamovibile che siede arroccato in una cabina di comando e macina decisioni su decisioni. Non vi è nessuna arena cartesiana, dove i processi, le possibilità e le potenzialità sono ordinate, catalogate ed adeguatamente soppesate. Al contrario, per parafrasare Gerald Edelman, il cervello somiglia ad un ecosistema, una rete fantasticamente complessa di esplosioni, circuiti, reazioni e sensazioni, tutte comunicanti con diverse altre parti del cervello, in competizione per il controllo di almeno una parte dei movimenti dell’organismo.

In ultima analisi, siamo dei vagabondi, piuttosto che dei treni inarrestabili in direzione “Decisione”. Spesso le persone associano la presa di decisioni a precisi momenti del flusso temporale. Raccogli informazioni e fatti, poi spari la tua scelta; ma non è così, siamo, appunto, vagabondi in un paesaggio sociale. Vagabondiamo in uno scenario fatto di persone e potenzialità. E mentre gironzoliamo, la mente effettua un numero di valutazioni quasi infinito, e queste si accumulano a formare traguardi, ambizioni, sogni, desideri e convinzioni sul come fare le cose.

Il modo migliore per vivere è avere delle Emozioni ben affinate, in modo che queste possano mandare i segnali giusti e che possano essere ricettive alle chiamate giuste.

Quando si comincia ad innamorarsi, ad esempio, si potrebbe essere illusi di stare  effettuando decisioni, sensate e coerenti… ma tali decisioni sensate lo sono, forse, ma coerenti, organizzate e “premeditate” non lo sono affatto. Vi è, infatti, un flusso di segnali emotivi numerosissimi -completamente indipendenti dalla ragione ed a questa preordinati- che dirigono le scelte; e vi sono tante, tantissime, micro-scelte, che man mano danno una direzione diversa alla nostra vita. Se le decisioni ferme della Mente fossero al comando, obiezioni come “è troppo bassa”, “…fa un lavoro poco sicuro”, e così via, prenderebbero il sopravvento.

“Tutte le informazioni sono gestite e processate con le emozioni, nel senso che le emozioni sono l’energia che conduce, organizza, amplifica ed attenua l’attività cognitiva, ma sono anche l’esperienza e l’espressione di tale attività” K.Dodge.

Durante una nostra giornata tipo, ad esempio, siamo bombardati da stimoli. Un garbuglio ottundente di suoni, gesti, colori e visioni. Nonostante questo caos pirotecnico, diverse parti del cervello e del corpo interagiscono per formare un EPS (Sistema di Posizionamento Emozionale). Così come il GPS, il nostro EPS processa la situazione e fa raffronti con l’enorme bagaglio di informazioni nel nostro cervello. Giunge a determinate conclusioni sul se un certo comportamento produrrà effetti positivi o negativi, e poi riveste ogni persona, luogo e circostanza con un’emozione, e con la corrispondente reazione (“scappa”, “sorridi”, “Non sorridere”, ecc).

Immagina, ad esempio, che qualcuno seduto di fronte a te ti tocchi la mano poggiata sul tavolino. Immediatamente, la mente è alla ricerca di eventi analoghi. Forse trova una scena di Casablanca in cui Humphrey Bogart tocca la mano di Ingrid Bergman. Forse trova un’appuntamento galante di tanti anni prima, o forse trova la mamma che ci carezza la mano quando eravamo bambini.

La Mente (emozionale, non razionale) qualifica ed organizza, il corpo risponde. Il battito cardiaco accelera. L’Adrenalina sale. Un sorriso inizia. Segnali viaggiano dal corpo, al cervello, e di nuovo al corpo. La Mente non è separata dal corpo. Il piano fisico ed il piano mentale intrattengono una fitta rete di scambi, di azioni e reazioni; e da queste emerge un giudizio emozionale. Ed intanto il tocco della mano è stato rivestito di un significato: qualcosa di positivo, qualcosa di dolce e rassicurante.

Ed un secondo dopo, parte un nuovo gioco di scambi. Questo interviene tra parti più ataviche del cervello, ed altre sviluppate più recentemente, come la corteccia frontale. Questo scambio di informazioni è meno fulmineo, ma più sofisticato. Può analizzare le relazioni ed i significati trovati dal primo insieme di comunicazioni, e fare distinzioni più sottili tra questi. (“Questa mano non è come quella di mia madre, è piuttosto quella di una persona che mi eccita”), oppure può dare degli avvisi (“Che bello, solleverei questa mano e la bacerei appassionatamente, ma le reazioni negative che ho ricevuto in precedenza quando ho fatto ciò lo sconsgliano.”)

Anche questo secondo insieme di informazioni e valutazioni è avvenuto al di sotto del livello della consapevolezza, e nel giro di meno di un secondo. E ciò non accade solo durante un’appuntamento, accade nella scelta di un prodotto offerto da marche diverse al supermercato, accade quando si considerano varie possibilità di carriera: l’ EPS, sta dando ad ogni possibilità un valore emozionale.

A seguito di questo vorticare di informazioni ed emozioni, un desiderio cosciente e consapevole affiora alla mente: stringere quella mano, comprare quel prodotto o mandare il curriculum ad un’azienda e non ad un’altra.

L’Emozione emerge dalle nebbie del profondo. Potrebbe non sostanziarsi in un impulso molto furbo: a volte l’emozione ci fa naufragare, a volte ci insegna grandi lezioni, spesso nascosta nell’Intuito, che è prezioso ma difficile da comprendere.

La Mente, forse, la può anche bloccare, ed agire in parziale difformità dai suoi messaggi, ma, comunque, ci dirige e determina le nostre vite.

Se il tema ti interessa, leggi “L’errore di Cartesio” di Damasio.

Foto di Christian Newman e Morgan Basham

 

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